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Nevai vicino alla vetta

La croce di ferro a circa 3.300 mt.

l'alta valle con il monte Chaberton

In volo dalla Reposa
Panorama interattivo

Rocciamelone con il suo classico cappello

Il rifugio Cà d'Asti di Rotario

La vetta

L'interno del santuario sulla vetta |
La
vetta avvolta
dalle leggende, considerata all'epoca severa e poco raccomandabile, non
tenne lontano l'uomo che osò portare lassù il famoso trittico tutt'ora
custodito all'interno della
cattedrale di San Giusto in Susa.
Bonifacio Rotario,
della nobile casata del Borgo di Monteu, durante una delle crociate
patrocinate da papa Clemente VI fu fatto prigioniero.
Egli fece voto
che in caso di liberazione, avrebbe offerto alla Madonna un simulacro, sulla
vetta più alta del primo monte che gli sarebbe apparso alla vista una volta
tornato in patria.
Tale fu la
devozione di Bonifacio Rotario alle sue promesse che avendo scampato la
morte realizzò la sua impresa e sciolse il Voto, portando lassù (il punto
più vicino alla Madonna) il suo ringraziamento a chi lo salvò.
La
vetta acquisì un valore religioso, con i suoi 3538 Metri, ora ospita il
Santuario più alto d'Europa; il rifugio Santa Maria, ultimato nel 1920, nel
quale tutti gli anni agli inizi di Agosto si svolge la messa più alta
d'Europa per commemorare la Madonna del Rocciamelone.
Il rifugio può
essere luogo di ricovero per decine di persone
Nel punto
culminante della vetta trova posto dal 1899 la
grande Madonna bronzea,
visibile, nelle giornate limpide, anche da Susa tramite l'ausilio un buon
binocolo.
L'itinerario
preso in considerazione, molto frequentato e molto conosciuto, è a Sud, nel
versante valsusino del Rocciamelone; percorre il classico tragitto che sale
da poco al di sotto del
Rifugio della Reposa, ultimo luogo raggiungibile con
l'auto, e si snoda su un ripido, ma comodo sentiero incontrando a 2850 mt il
Rifugio Cà d'Asti, reinaugurato nel 1980, ma creato da Bonifacio Rotario
durante la sua prima ascensione.
L'ascesa
può essere affrontata in una giornata partendo a piedi da sotto la Reposa, o più comodamente pernottando al
Rifugio Cà d'Asti, e salendo in vetta
all'alba. L'ascensione non presenta particolari difficoltà se si è un pò
allenati a sopportare indicativamente 3-5 ore di cammino in salita e 2-4 ore
in discesa; non sono comunque da sottovalutare i rischi dell'alta montagna
derivanti dal cambiamento di clima improvviso o malessere a causa
dell'altezza, per cui l'escursione va sempre affrontata con prudenza e un'adeguata
attrezzatura.Considerata la
quota che si raggiunge, e il dislivello da superare (Circa 1300 mt.)
questa ascensione rimane comunque abbastanza impegnativa, e se non viene
effettuata in completa assenza di neve il tratto finale può presentare
qualche difficoltà dopo la croce di ferro a 3.300 mt.
Alcune corde
fisse aiutano comunque il transito nel passaggio finale sotto la vetta, che
una volta raggiunta regala un panorama grandioso su tutte le Alpi
occidentali.
A Nord il
ghiacciaio
che copre il versante francese, dal quale raggiungono la vetta coloro che
arrivano dal
rifugio Tazzetti, il lago di Malciussia luogo di transito di
un'altro itinerario che inizia dalla valle di Viù; a Sud la valle di
Susa, a partire da Torino fino allo Chaberton, dove passando l'occhio non
può fare a meno di notare il Monviso da dove nasce il Pò, fino ad arrivare
poi con lo sguardo fino ai grandi massicci ghiacciati francesi intorno a Les 2
Alpes.

Il versante Ovest
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